martedì 7 luglio 2015

Franco Tessore



FRANCO TESSORE RACCONTA: "Sono nato a Genova il 6 luglio di 45 anni fa, ma vivo, da sempre, ad Albisola Superiore, un ameno paesino della riviera ligure.
Ho frequentato il liceo classico e ho così avuto tempo ed occasione di consolidare e sviluppare la mia naturale inclinazione per le materie umanistiche.
Successivamente ho conseguito dapprima la laurea in Giurisprudenza e quindi in Storia, entrambe presso l’Università degli Studi di Genova, anche se il mio sogno, ormai destinato a rimanere tale, sarebbe stato quello di iscrivermi a Lettere Antiche e quindi di insegnare latino e greco al liceo.
Lavoro in banca dal 1998, sono consigliere comunale indipendente dal 2004 (due mandati consecutivi) presso il Comune di Albisola, mi sono sposato con Monia nel 2000 e nel 2001 è nata Irene, la mia prima e, ad oggi, unica figlia.
In tutti questi anni ho sempre mantenuto una profonda passione per la lettura e per la scrittura, di poesie in particolare. Apprezzo soprattutto, in ambito nazionale, Giacomo Leopardi, Luigi Pirandello ed Eugenio Montale, e, in ambito sudamericano, Cesar Vallejo, Pablo Neruda e Mario Quintana.
Credo che la vita sia un viaggio, sia in senso geografico-spaziale, sia, soprattutto, a livello interiore. Amo quindi viaggiare attraverso il mondo per conoscere nuove genti e nuove culture, alla ricerca dell’uomo in tutte le sue diverse espressioni, e amo viaggiare all’interno della mia anima per tentare di capire e di esprimere il mio io più recondito.
Le mie poesie sono l’espressione di questa continua ricerca e riflettono la mia personalità ed il suo, talora tormentato, rapporto con il mondo esterno. La vita è un soffio, una successione di brevi attimi ed io cerco, nel mio piccolo, di attribuire valore a ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta (gli affetti in primis, gli ideali, ma anche gli spettacoli della natura), evitando di correre dietro a vuoti simulacri di felicità (carriera, successo, ricchezza) che in realtà servono solo a giustificare il cinismo di una società sempre più individualista, materialista e cinica."



Le sue opere


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